5 commenti

  1. Molto interessante questo post e mi ritrovo daccordo in più punti. Anch’io mi reputo una scrittrice esordiente. Dopo il self, ho pubblicato con due piccole CE ma il fenomeno di Wattpad è alto e crescente. Ho letto e recensito io stessa libri provenienti da questa piattaforma ma per mio personale giudizio non mi hanno attirato. Eppure è vero che le storie lì hanno un seguito e si punta sui futuri acquirenti. Decisamente anch’io sono un pò stanca di leggere sempre le stesse storie e mi piacerebbe che l’editoria puntasse finalmente ad altro ma mi sa che sono parole sprecate

    • Grazie mille, Susy! Questo è un articolo a cui tengo molto: è stato un più di un mese tra gli appunti, perché ha avuto un lungo periodo di gestazione, durante il quale mi sono informata e ho fatto ricerca. Non potevo non parlare, perché credo che analizzare questi fenomeni sia essenziale per capire come si sta evolvendo il mondo dell’editoria. (Soprattutto, se si desidera, in futuro, farne parte).
      Io spero che queste non siano parole buttate al vento: spero, invece, che un articolo di questo tipo possa essere un piccolo sassolino per far capire che noi lettori, con i nostri acquisti, possiamo far sentire la nostra voce. E per far capire che vogliamo di più.

  2. Amaranth

    Trovo molto interessante il concetto del libro usa-e-getta: dal mio punto di vista è calzante.
    Le writing community innescano molte situazioni positive per chi scrive e legge: la partecipazione e la condivisione sono sempre buone, a mio avviso. Non escludo che dalle writing community possano emergere penne di tutto rispetto (potrei fare qualche nome, anzi), ma penso anch’io che sia un fenomeno allarmante che siano diventati il pozzo senza fondo da cui gli editori tirano fuori il nuovo bestseller. Bestseller che, per inciso, è esattamente un usa-e-getta: una meteora da dimenticare nel tempo della nuova pubblicazione, che guarda caso è “domani”.
    Non credo che le case editrici possano produrre solo questi libri, soprattutto quando parliamo di copie infinite della stessa (squallida) storia.
    Sicuramente è la via più semplice, per ora la più sicura e durerà finché sarà remunerativa: siamo noi a dover far capire che non ci stiamo.

    • Ciao Am! Grazie mille per aver commentato!
      Non nego che, all’interno di quelle comunità, possano scrivere e farsi conoscere scrittori di talento, tutt’altro. Quello che mi infastidisce è che – per la legge dei grandi numeri – la maggior parte delle persone che scrivono lì, scrivono non perché (o non solo perché) non possono fare a meno di scrivere, ma perché si è visto e si è capito che è una strada più facile per farsi notare dalle CE. Si tende a cercare di raggiungere il successo degli altri, piuttosto che perseguire il proprio, e questo comportamento impoverisce tutti.
      Faccio un esempio molto semplice: attualmente all’interno del mondo di youtube ci sono tantissime nuove persone che creano canali, ma non propongono contenuti originali: si limitano a copiare e incollare idee avute da persone prima di loro e che hanno avuto un successo, basandosi sull’idea che se gli altri sono riusciti a farsi conoscere con quel tipo di contenuto, allora anche loro potrebbero fare lo stesso. Ed è anche per questo che canali con numeri di visualizzazioni da capogiro vengono contattati da CE importanti per pubblicare un libro di contenuto pari a zero, con la loro faccia in copertina.
      Da una parte, capisco che rinvigorire le casse dell’azienda pubblicando questo genere di libri sia importante per creare un fatturato, in un mondo che, purtroppo, legge sempre meno. Dall’altra parte, però, pretendo che non siano solo questi i libri che mi vengono proposti dalle case editrici. Che fine hanno fatto i grandi autori? Che fine hanno fatto le storie che ti entrano sotto pelle e non se ne vogliono più andare?
      Alcune volte mi sembra che le CE vogliano puntare sulla quantità dei libri proposti – che, come hai detto tu, non sono altro che varianti l’uno dell’altro – piuttosto che provare a pubblicare quel libro all’anno diverso da tutti gli altri, originale, coraggioso ma che, per loro, rappresenterebbe una scommessa rischiosa.

Rispondi