6 commenti

  1. Che bello leggere “non ci si fida di un blog che pubblica unicamente recensioni positive”. Questa è una battaglia che “combatto” da anni. Ho smesso di seguire blogger che non riescono a dire quando un libro non è stato all’altezza delle loro aspettative, così come non mi fido di coloro che, appena iniziano le collaborazioni con le Case Editrici, smettono di inserire il voto!
    Complimenti, bel post!

    • Sofia

      Grazie mille, Laura! Come scritto nel post, ritengo che mostrarsi il più trasparente possibile sia la chiave, e questo vale sia quando vi sono opinioni positive, sia quando vi sono opinioni negative. 🙂

  2. Bell’articolo 🙂 io credo che le recensioni debbano essere in primo luogo obbiettive poi ci sta alla fine l’opinione personale del blogger.
    Questo perchè ognuno ha i suoi gusti e se noi recensiamo in base ai nostri non diamo una visione chiara del libro.
    Grazie per avermi citata 🙂

  3. Ciao, Sofia! Inizio con il ringraziarti per avermi citata e mi complimento per l’articolo: lo trovo completo e intelligente. Le tue riflessioni mi sono piaciute molto, in gran parte le condivido. Per me è molto importante che una recensione riesca a trovare il giusto equilibrio tra l’opinione personale e l’elemento oggettivo, sebbene l’oggettività possa sembrare una chimera.
    Tra le tue osservazioni mi ha colpita molto quella sulla tipologia di libri recensiti e questo perché sfogliando i blog a cui sono iscritta spesso mi sembra di trovare un elenco di cose uguali, quando sicuramente non è così. L’impressione, però, è che manchi effettivamente l’originalità, la personalità (se così vogliamo definirla), e questo da lettrice di blog (mi collego al concetto di community) mi rende anche difficile individuare il post interessante, su cui soffermarmi. Sicuramente un book blogger deve rimanere aggiornato sulle novità, ma è importante anche non lasciarsi trascinare dall’onda… Non mi sto tirando fuori da questi punti critici: anzi, ci sono sicuramente dentro, ma come sempre credo che riconoscere e confrontarsi sulle problematiche sia di enorme aiuto.

    • Sofia

      Ciao Amaranth! E’ bellissimo leggere questo tuo commento! 🙂 Sono molto, molto, MOLTO felice che trovi l’articolo ben fatto e intelligente: il tuo giudizio è uno di quelli a cui do più valore, detto proprio papale papale 😛
      Per quanto riguarda l’osservazione che ho fatto sulla tipologia di libri recensiti, come ho detto, non trovo la cosa né completamente negativa né completamente positiva. Diciamo che sta nella grande zona grigia. Non so se si può parlare di timore delle blogger di mostrare e difendere generi non particolarmente letti (forse timore è una parola troppo forte), o il fatto che questa idea di vetrina derivi dal fatto che la politica #spoilerfree impedisca di entrare a fondo dentro i romanzi. Forse servirebbero degli articoli discussione in cui si possa parlare liberamente del libro, come può avvenire all’interno dei gruppi facebook. Non so, onestamente. Sono pensieri su cui mi capita di ragionare, per cercare di acquisire un minimo di consapevolezza. Come te, nemmeno io mi astengo da questi comportamenti, anzi. Mi rendo conto che sono molto di più i libri che leggo in quanto libri “chiacchierati” piuttosto che quelli che scopro da sola. Parlare di un libro popolare, infatti, può far rientrare il proprio blog all’interno della blogsfera che si frequenta; all’interno di quel mondo formato da blogger con cui si desidera collaborare. Il pensiero può essere: se leggo gli stessi libri, sarà più facile approcciarmi a quel mondo. (Perché, diciamocelo, questa sfera ha una scorza parecchio dura se sei un blogger alle prime armi.) Si deve solo decidere se il gioco vale la perdita di un’identità personale o se è giusto affiancare a questo indirizzo anche altro. Ma cercare questo altro è difficile, proprio perché non viene da altri; può venire solo da te stesso. E spesso mostrarci per quello che siamo fa paura.
      (Spero di essermi spiegata; forse l’ultima frase ti sembrerà un controsenso ma spero di no ^.^)

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